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L'impronta dell'intelligenza artificiale cambia in ogni lingua

Se traduci un elenco inglese di "parole che sanno di intelligenza artificiale", ottieni una lista inutile. Ciò che infastidisce un editor tedesco non coincide con ciò che nota un editor polacco.

Serhat Belen

Fondatore, BLN Global · · 6 min di lettura

Risposta breve

Se traduci in un'altra lingua le liste di «parole da IA» nate per l'inglese, ottieni materiale inutile. Ogni lingua tradisce la scrittura artificiale a modo suo. In tedesco conta la struttura della frase, in arabo gli errori nelle preposizioni filtrati dalla traduzione. Abbiamo creato liste distinte per nove lingue e cercato 181 schemi in 113 mila parole. Nessuno sforamento. Ma superare un controllo non significa scrivere bene.

I testi di questo sito sono nati in turco e poi in nove lingue. Non li abbiamo tradotti: li abbiamo riscritti da zero per ogni mercato. Conta parecchio, perché l’odore di traduzione e quello di IA finiscono spesso nella stessa frase.

Le liste di «parole da intelligenza artificiale» che girano online sono pensate per l'inglese: delve, arazzo, quando tutto corre. Tradurre questa lista in tedesco non serve a niente. A far alzare il sopracciglio a un lettore tedesco non è la parola, strutturaè.

Ogni lingua vibra a modo suo

Per l'inglese, la lista ce l'hanno già tutti: delve, arazzo, seamless, quando tutto corre. Quelle parole le conoscono tutti. Il problema è che la lista è pensata per l’inglese.

In tedesco, a disturbare chi legge non è la parola strutturaè: nomi accatastati al posto dei verbi, passivi usati come rifugio. In tedesco stona una cosa, in arabo un’altra. In arabo il segnale più chiaro è la preposizione sbagliata che filtra dalla traduzione: capisci subito che il testo non è stato scritto, è stato tradotto.

Abbiamo costruito le liste per le nove lingue una a una, leggendo guide di scrittura e discussioni tra editor di ciascuna lingua. Non le pubblichiamo: fanno parte del lavoro che vendiamo ai clienti. Il punto, però, non è la lista: Tradurre la lista inglese non basta.

Il punto comune è questo: in ogni lingua, «tel» è lo schema più facile da memorizzare. Il modello l'ha imparato perché ricorre di continuo nei testi.

Misurare non è leggere

Con la lista pronta, leggere le pagine a occhio non basta. Sono 150. Abbiamo scritto un controllo che conta gli schemi. Ecco il risultato:

EN · 15 pagine · 13028 parole · pulito DE · 15 pagine · 11968 parole · pulito FR · 15 pagine · 13947 parole · pulito ES · 15 pagine · 13298 parole · pulito IT · 15 pagine · 13276 parole · pulito NL · 15 pagine · 12730 parole · pulito PL · 15 pagine · 11937 parole · pulito RU · 15 pagine · 11544 parole · pulito AR · 15 pagine · 11254 parole · pulito totale problemi: 0
9 lingue, 181 pattern, 112.982 parole. “Pulito” vuol dire: nessun pattern ha superato la soglia.

L'errore dello strumento: ridurre il testo a una sola riga

Alla prima verifica, le pagine tedesche hanno generato un avviso sui trattini nel testo. Il contenuto era corretto. Sbagliava lo strumento. Durante l’estrazione dall’HTML, i tag diventavano spazi e la pagina finiva su una sola riga. Il segno tra un’etichetta e la sua descrizione sembrava così parte del testo.

s = re.sub(r'<[^>]+>', '\n', s) # etichetta = confine del blocco
Quando le etichette sono diventate fine riga invece che spazi, il falso allarme è sparito.

Secondo falso allarme: le virgolette polacche

Controllo del polacco prendeva quel carattere per un segno di IA. In polacco, però, la virgoletta di chiusura è proprio quella: „…”. In pratica lo strumento, della lingua corretto segnalava quella grafia come errore.

Abbiamo ristretto la regola: la virgoletta inglese finita nel testo polacco è davvero un segnale, non la chiusura propria della lingua. Su questo sito la stessa lezione è arrivata per la seconda volta: anche nel controllo accessibilità, un avviso su quattro era falso. Correggere il testo senza sistemare lo strumento significa rovinare ciò che era giusto.

Superare un controllo non significa scrivere bene

Nessun superamento non significa che il testo funzioni. Indica solo che non contiene schemi noti. Può risultare spento senza attivare alcun controllo.

Il controllo serve a questo: prende ciò che sfugge e impedisce a uno schema di diffondersi in silenzio su 150 pagine. Se il testo si legge davvero, lo decide ancora una persona che parla quella lingua. Lo strumento non prende il tuo posto, ti fa risparmiare tempo.

Per applicare lo stesso rigore al prodotto AdForge, che scrive testi pubblicitari puoi guardare la pagina: anche lì ogni testo generato passa una soglia prima di andare online.

Domande frequenti

Non basta tradurre la lista inglese delle parole da intelligenza artificiale?

No. Quella lista contiene parole pensate per l’inglese. In tedesco spesso a disturbare chi legge non è nemmeno una parola, ma il modo in cui costruisci la frase. La lista tradotta prende falsi bersagli e lascia passare i segnali veri.

Se il testo passa il controllo, posso pubblicarlo?

Il controllo dice solo che non ha trovato schemi già noti. Un testo può evitare tutte le liste e restare spento. Il suo compito è prendere ciò che sfugge e fermare uno schema prima che si sparga in silenzio su centinaia di pagine. A decidere se si legge bene resta una persona che parla quella lingua.

Google penalizza i contenuti generati con l'intelligenza artificiale?

Contano scopo e qualità, non il modo in cui produci. Google considera spam i contenuti creati su larga scala per manipolare il ranking. Non vieta l’automazione in sé e suggerisce di dichiararla quando ha senso.

Cosa fai quando uno strumento di controllo segnala un problema?

Prima controlla l’avviso. Nel nostro caso, l’analisi del polacco scambiava le virgolette di chiusura della lingua per un errore. Anche 6 dei 24 avvisi sul contrasto erano falsi. Un avviso è un’ipotesi, non una prova. Correggere senza verificare rischia di rompere ciò che funziona.

Fonti

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